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TRAPPOLE PER PROCESSIONARIA DEL PINO: I MIGLIORI PRODOTTI

Una delle tecniche più efficaci per controllare la diffusione della processionaria è l'utilizzo di trappole specifiche. Esistono vari tipi di trappole per intercettare le larve o le falene adulte.

Trappole a feromoni per la processionaria

Le trappole a feromoni sono progettate per attirare e catturare le falene adulte durante il periodo estivo, impedendo l'accoppiamento e la conseguente deposizione delle uova. Queste trappole sono dotate di esche sintetiche che imitano le feromoni rilasciate dalle femmine, risultando particolarmente utili in aree estese dove sarebbe difficile eseguire controlli manuali.
Da applicare nel mese di Giugno.

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Trappole a collare per la processionaria

Le trappole a collare, invece, possono essere posizionate attorno ai tronchi degli alberi infestati per catturare le larve nel momento in cui lasciano il nido per interrarsi nel terreno, dove si trasformeranno in crisalidi. Questo metodo è particolarmente utile durante la primavera quando le larve scendono dagli alberi formando le caratteristiche "processioni".
Da applicare da gennaio a marzo.

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Barriere fisiche
L'installazione di collari trappola intorno ai tronchi degli alberi colpiti può impedire alle larve di scendere dal pino per interrarsi nel terreno dove avverrà la metamorfosi in falena adulta.

Processionaria del pino

Quando è il periodo delle processionarie

Il ciclo vitale della processionaria si articola in diverse fasi che si susseguono con l'avanzare delle stagioni. In genere, il periodo più critico in cui è possibile osservare l'attività delle larve va dalla fine dell'estate fino all'inizio della primavera. Tuttavia, questi intervalli possono variare a seconda delle condizioni climatiche e della regione geografica.

In Italia, le uova vengono deposte dalle falene adulte generalmente tra luglio e agosto. Queste uova si schiudono dopo circa 30-40 giorni, dando vita alle giovani larve che iniziano immediatamente a nutrirsi degli aghi dei pini. Durante l'autunno, le larve crescono e cominciano a tessere i caratteristici nidi sericei sugli alberi, dove trascorreranno l'inverno.

In che mese installare le trappole per le processionarie

Il periodo strategico per installare le trappole per processionaria si colloca tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera, quando le larve abbandonano i nidi e scendono lungo i tronchi degli alberi per interrarsi nel suolo dove avverrà la metamorfosi in crisalide. È proprio in questa fase che si rendono visibili le "processioni" di bruchi che danno il nome all'insetto.

L'utilizzo di trappole specifiche come quelle a collare è indicato nei mesi di febbraio, marzo e aprile. Le trappole a collare sono dispositivi fisici installati intorno al tronco degli alberi per intercettare le larve durante la loro discesa; mentre le trappole a feromoni attirano gli adulti prima che possano deporre nuove uova quindi nel periodo estivo (Giugno)

È importante sottolineare che il monitoraggio costante degli alberi interessati è cruciale per determinare il momento ottimale per posizionare le trappole. L'osservazione dei nidi e del comportamento delle larve può fornire indicazioni preziose sulla necessità di intervento.

In conclusione, il periodo delle processionarie varia in base a fattori climatici e regionali, ma tipicamente si estende dalla fine dell'estate fino all'inizio della primavera. Le trappole per processionarie devono essere posizionate in modo specifico durante i mesi cruciali in cui le larve sono in movimento verso il terreno per nidificare. Un approccio preventivo e la prontezza nel posizionamento delle trappole sono essenziali per controllare efficacemente le infestazioni e limitare i danni causati da questo parassita.

I segnali della presenza della processionaria possono essere distinti in varie fasi del ciclo vitale dell'insetto

  1. Nido processionaria: Uno dei primi indizi visibili sono i nidi sericei che appaiono sui rami degli alberi infestati tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno. Queste strutture, simili a bozzoli biancastri o grigiastri, sono fatte di filamenti setosi prodotti dalle larve stesse e possono contenere centinaia di bruchi.
  2. Presenza di bruchi "in processione": Durante la fase larvale, in primavera, è possibile osservare i bruchi che si spostano in lunghe file ordinate, una caratteristica che dà il nome all'insetto. Queste "processioni" avvengono tipicamente quando i bruchi lasciano il nido per interrarsi nel terreno dove avverrà la pupazione.
  3. Defogliazione degli alberi: I bruchi si nutrono delle foglie degli alberi ospiti, causando una progressiva defogliazione che può portare anche alla morte delle piante se l'infestazione è grave. La perdita delle foglie, specialmente se localizzata in particolari zone dell'albero, può essere un campanello d'allarme.
  4. Reazioni allergiche: Le setole urticanti dei bruchi possono causare reazioni allergiche negli esseri umani e negli animali domestici. Se notate sintomi quali eruzioni cutanee o difficoltà respiratorie dopo essere stati vicino a conifere sospette, potrebbe trattarsi di un'esposizione alle setole della processionaria.
  5. Lesioni sul tronco e sui rami: I bruchi, durante la loro crescita, possono causare danni visibili anche sul legno degli alberi oltre che sulle foglie. Queste lesioni possono essere porte d’ingresso per funghi e altri patogeni che compromettono ulteriormente la salute dell'albero.
  6. Attività degli uccelli: Alcuni uccelli, come la cinciallegra, si nutrono di bruchi di processionaria. Una maggiore attività di questi predatori naturali intorno agli alberi può indicare la presenza dei parassiti.

Nidi processionaria del pino

La processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) è un lepidottero defogliatore che colpisce principalmente i pini e altre specie di conifere. Questo insetto è noto per i suoi lunghi "cortei" di larve che si muovono in fila, una caratteristica distintiva da cui deriva il nome "processionaria". La processionaria rappresenta una seria minaccia sia per l'ambiente forestale sia per la salute pubblica.

Danni ambientali della processionaria

Dal punto di vista ambientale, i danni provocati dalla processionaria sono notevoli. Le larve di questo insetto si nutrono delle foglie degli alberi (in particolare aghi di pino), causando defogliazioni massicce che possono indebolire gli alberi e ridurre la loro capacità fotosintetica. Gli alberi stressati diventano più suscettibili ad altre malattie e parassiti, nonché agli effetti negativi di eventi climatici estremi come siccità o gelate. La perdita di fogliame incide negativamente sulla biodiversità dell'ecosistema forestale, influenzando l'habitat di uccelli, insetti e altri organismi.

Processionaria: pericoli per l’uomo e altri animali

Per l'uomo, i danni causati dalla processionaria sono legati soprattutto alle microscopiche setole urticanti presenti sul corpo delle larve. Queste setole possono essere trasportate dall'aria e venire in contatto con la pelle, gli occhi o le vie respiratorie delle persone e degli animali domestici. Il risultato è una dermatite allergica nota come "urticazione da processionaria", che si manifesta con prurito intenso, eruzioni cutanee, irritazioni oculari e problemi respiratori. Nei casi più gravi possono verificarsi reazioni allergiche anche serie.

Che alberi attacca la processionaria

La processionaria del pino, in particolare, predilige gli alberi della famiglia delle Pinaceae. Tra le specie più comunemente colpite troviamo il pino domestico (Pinus pinea), il pino nero (Pinus nigra), il pino laricio (Pinus nigra ssp. Laricio), il pino silvestre (Pinus sylvestris), e il pino marittimo (Pinus pinaster). Questo insetto si nutre delle aghi di questi alberi, causando defogliazioni che, nei casi più gravi, possono portare alla morte dell'albero stesso.

Non solo i pini, ma anche alcune specie di cedri, come il cedro dell'Atlante (Cedrus atlantica) e il cedro del Libano (Cedrus libani), sono suscettibili all'infestazione da processionaria. Sebbene meno frequente, è stato osservato che la processionaria può attaccare anche abeti e larici in alcune condizioni.

Che succede se ti punge una processionaria

Quando si parla di "puntura" da processionaria, in realtà ci si riferisce al contatto con i minuscoli peli urticanti che le larve rilasciano come meccanismo di difesa. Questi peli sono detti setole e contengono una tossina proteica, la taumatopeina, che può causare reazioni allergiche.

Se una persona viene a contatto con questi peli, possono verificarsi diversi sintomi. La reazione più comune è una dermatite irritativa che si manifesta con prurito intenso, eritema (arrossamento della pelle) e formazione di piccole vescicole o papule. La gravità della reazione dipende dalla sensibilità individuale e dall'esposizione ai peli.

In aggiunta ai problemi cutanei, il contatto con i peli urticanti della processionaria può provocare disturbi oculari se i peli entrano in contatto con gli occhi. Questo può accadere direttamente o indirettamente attraverso il trasferimento dei peli dalle mani agli occhi. I sintomi includono dolore acuto, arrossamento, lacrimazione e talvolta lesioni alla cornea che potrebbero richiedere intervento medico.

Anche il sistema respiratorio può essere interessato dall'inalazione dei peli urticanti, provocando tosse, difficoltà respiratorie o asma in individui predisposti. In casi rari e particolarmente gravi, si può verificare una reazione anafilattica che necessita di immediato intervento medico.

Il trattamento immediato dopo il contatto con i peli della processionaria include rimuovere eventuali restanti peli dalla pelle (preferibilmente utilizzando nastro adesivo per catturarli senza spargere ulteriormente gli irritanti), lavare l'area interessata con acqua tiepida e sapone, e l'applicazione di una crema corticosteroidea topica per ridurre l'infiammazione. È importante evitare di grattarsi per prevenire infezioni secondarie. Nel caso di sintomi oculari o respiratori, è consigliabile cercare immediatamente assistenza medica.

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